DOMANDE FRAQUENTI

Chi è e cosa fa il Nutrizionista?

Il Biologo Nutrizionista è un professionista laureato, iscritto all'Albo dei Biologi. L' iscrizione è obbligatoria ai fini dell'esercizio della professione (senza iscrizione si commette abuso di professione). Il percorso di studio prevende una prima laurea triennale o specialistica, in ambito scientifico-sanitario, e successivamente la laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana. Io ho conseguito la prima laurea specialistica quinquennale in Farmacia e Farmacia Industriale, successivamente la magistrale in Scienze Biotecnologiche degli Alimenti e Nutrizione Umana. In seguito il professionista deve sostenere l'esame di abilitazione, che prevede varie prove, ai fini di confermare le sue competenze in materia. Il superamento dell'esame di abilitazione consente al professionista l'iscrizione all'Albo dei Biologi e la possibilità di esercitare la professione di Biologo Nutrizionista. La figura professionale possiede conoscenze di biologia e biochimica, fisiologia e fisiopatologia, nutrizione umana, chimica degli alimenti, di microbiologia ed igiene. Le competenze possedute gli consentono di valutare le caratteristiche e le necessità nutrizionali dell'individuo o del gruppo, analizzare le abitudini alimentari ed eventuali diagnosi mediche e creare quindi  un piano nutrizionale  personalizzato che assecondi le necessità emerse. Un aspetto importante ai fini del successo è la valutazione costante degli effetti del della terapia nutrizionale.

Chi può prescrivere diete?

In Italia, le uniche figure professionali abilitate a elaborare piani alimentari sono il Biologo Nutrizionista, il Dietista e il Dietologo. La differenza tra le figure è presto detta: il dietista è un professionista della salute, laureato triennale, che può elaborare diete, ma in collaborazione con il medico. Il Biologo Nutrizionista, laureato magistrale, ha la facoltà di elaborare piani alimentari in autonomia, sia per soggetti sani, sia per soggetti in condizione patologica, purché ci sia comprovata diagnosi fatta da un medico. Non può quindi diagnosticare patologie. Il Dietologo è un medico specializzato in nutrizione. Egli può prescrivere diete e diagnosticare patologie.

Cosa succede durante la prima visita?

E' un incontro conoscitivo approfondito che dura all'incirca un'ora. Gli step principali che avvengono durante la prima visita sono: anamnesi patologica (patologie, farmaci assunti), anamnesi alimentare (abitudini alimentari, cibi graditi, cibi sgraditi), valutazione antropometrica (peso, altezza, plicometria, BIA, valutazione massa grassa e massa magra). E' fondamentale portare con se analisi del sangue effettuate recentemente ( non più di sei mesi prima).

Mi toglierà i carboidrati?

La risposta è chiaramente no. I carboidrati sono il carburante principale di cervello e muscoli. Eliminarli non è la soluzione, ma la strada breve, più facile, ma poco sostenibile nel tempo. E' importante saper bilanciare le quantità e soprattutto saper scegliere carbo di qualità, il tutto integrato in un contesto sano ed equilibrato.

Posso usare la dieta di una mia amica per perdere peso?

La risposta è semplice: NO. La dieta prescritta per una persona non sarà mai adatta ad un'altra perchè siamo diversi, con metabolismi e stili di vita differenti. Dietro una dieta c'è un mondo fatto di calcoli e bilanciamenti che solo il professionista della nutrizione può conoscere. Ecco perchè si parla di PIANO ALIMENTARE PERSONALIZZATO. 

Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati?

Dipende dalla situazione di partenza e dagli obiettivi prefissati. Una perdita di peso SANA è di circa 1kg a settimana, presumibile anche la perdita di 5 kg in 30 giorni. Diffidare sempre da diete drastiche che promettono miracoli. Quella perdita di peso eccessiva, qualora ci fosse, non sarebbe comunque da considerarsi sana in un'ottica di benessere futuro. 

Ho il diabete, cosa devo mangiare?

Il diabete, patologia tanto comune quanto subdola, richiede particolare attenzione. L'alimentazione mira a ridurre l'apporto glicemico, senza però ridurre eccessivamente il carico glucidico (carboidrati). L'importante è saper scegliere alimenti a basso indice glicemico. Per questo è importante affidarsi ad un professionista che sappia inquadrare il caso clinico e scegliere la strada migliore da percorrere. 

La carne fa male?

No, la carne non fa male, un suo abuso si. Nell'era moderna si fa un uso spropositato di questo alimento, molto spesso anche di bassa qualità. La dieta mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO, è considerato il migliore modello alimentare per apporti calorici e di macronutrienti. In tale modello alimentare è raccomandato un consumo di carne di 1-2 volte a settimana, con un focus su porzioni moderate. Da evitare quanto più possibile le carni lavorate. 

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