Conclusioni
Da un punto di vista puramente biologico ed evolutivo, l'intolleranza al lattosio è la condizione "standard" per l'essere umano adulto.
Tutti i mammiferi nascono con la capacità di produrre l'enzima lattasi, necessario per digerire il latte materno. Tuttavia, una volta terminato lo svezzamento, il corpo umano è programmato per ridurre drasticamente la produzione di questo enzima.
In pratica, quella che chiamiamo "intolleranza" è semplicemente il corpo che segue il suo corso naturale: smette di produrre uno strumento che, in natura, non servirebbe più dopo l'infanzia.
Ecco perché non dovresti sentirti un'"ECCEZIONE".
Intolleranza al Lattosio: Quando il Latte non è più un Amico
Hai mai avvertito gonfiore o fastidio addominale dopo un cappuccino o un gelato? Potrebbe non essere un caso. Si stima che circa il 65-70% della popolazione mondiale abbia una ridotta capacità di digerire il lattosio dopo l'infanzia.
Il lattosio è un disaccaride (un carboidrato complesso) composto da due zuccheri semplici: glucosio e galattosio. Per essere assorbito, deve essere "spezzato" da un enzima chiamato lattasi, prodotto nell'intestino tenue, a livello di una struttura specializzata chiamata "orletto a spazzola". Il gene responsabile della sintesi di lattasi è il gene LCT.
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L'intolleranza: Si verifica quando i livelli di lattasi sono insufficienti.
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Il processo: Il lattosio non digerito arriva integro nel colon, dove viene fermentato dai batteri intestinali. Questo processo produce gas e richiama acqua, causando i tipici sintomi.
I Sintomi più comuni
I segnali compaiono solitamente da 30 minuti a 2 ore dopo l'ingestione e variano molto in base alla sensibilità individuale:
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Gonfiore addominale e meteorismo.
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Crampi e dolori allo stomaco.
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Diarrea o feci molli.
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Nausea e, raramente, mal di testa o spossatezza
- Raramente si verifica stitichezza
Ma perché così tante persone ne soffrono?
L'intolleranza al lattosio è principalmente causata da polimorfismi genetici del gene LCT. Questa condizione è geneticamente programmata e si verifica a causa della naturale e fisiologica riduzione della sintesi di lattasi che avviene con l'età.
Come si vive senza (o con poco) lattosio?
Oggi essere intolleranti è molto più semplice rispetto al passato. Ecco come gestire la dieta:
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Formaggi stagionati: Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino stagionato e Gorgonzola sono naturalmente privi di lattosio (o ne contengono tracce infinitesimali) grazie al processo di stagionatura.
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Prodotti "Delattosati": Il latte "Alta Digeribilità" non è privo di zucchero, ma contiene lattosio già "predigerito" (diviso in glucosio e galattosio). Per questo è spesso più dolce!
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Alternative vegetali: Latte di mandorla, avena, soia o riso sono alternative sicure al 100%.
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Integratori di lattasi: Esistono compresse da assumere prima dei pasti "a rischio" (come una cena fuori) che forniscono temporaneamente l'enzima mancante.